E’ possibile fare tatuaggi in gravidanza?

Per tutte coloro che si stanno chiedendo se sia o meno possibile o consigliato farsi tatuaggi in gravidanza la risposta è: sconsigliato assolutamente!

Si consiglia di fare un tatuaggio solo dopo il termine del periodo di allattamento.

Primo motivo: igiene e salute del bambino

Gli aghi dei tatuatori possono essere infetti di qualsiasi virus trasmissibile mediante contatto di sangue. La quasi totalità dei tatuatori applicano tutti i criteri di igiene e sicurezza per realizzare tatuaggi in modo sano e al riparo da infezioni. Purtroppo il rischio, anche basso, di incorrere in un tatuatore poco attento alle norme igieniche e alla disinfezione degli strumenti, potrebbe rovinarvi la gravidanza e la salute del vostro bimbo.

Il maggior rischio per chi si fa un tatuaggio incinta è proprio quello di contrarre un’infezione, come la sifilide l’Epatite B o C, l’HIV e altri virus più o meno innocui. Anche se le probabilità sono basse, è comunque meglio attendere il termine dell’allattamento, per scongiurare trasmissioni di malattie al bambino.

Secondo motivo: inchiostri e tossine

Soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza, in cui il feto è in fase di formazione, e in cui quindi sono più probabili principi di malformazioni, è fondamentale evitare tossine e agenti chimici, presenti in alcuni inchiostri per tatuaggio (inchiostri non vegetali). In realtà anche i tatuaggi all’Henné non prevedono la perforazione dell’epitelio (pelle) e quindi non presentano tutti i rischi di infezioni da aghi. L’henné contiene però parafenilendiammina, una sostanza che può dare irritazione alla pelle. Considerando che durante la gravidanza, meno farmaci si assumono meglio è, verrebbe da sconsigliare anche l’uso di pitture all’henné, anche se nascono in India e in Egitto proprio come decorazioni di buono auspicio per le donne in gravidanza: fatti sulla pancia si credono capaci di trasmettere serenità al bambino.

Consigli di altri utenti in rete

Di seguito vi mostriamo alcuni pareri reperiti in rete da utenti che rispondono a questa domanda, sia nei forum che nei siti di medicina ufficiale:

“Cerca di pazientare un po’… al termine della gravidanza potrai fare tranquillamente tutti i tatuaggi che vuoi. Non credo che ci saranno controindicazioni nella fase di allattamento, ma chiedi comunque al medico!”

“Assolutamente no ai tatuaggi in gravidanza!
Il rischio di infezioni e malattie pericolose fa venire i brividi: ti immagini il tuo fegato cosa deve sopportare? Oltre alle difficoltà della gravidanza in sé dovrà anche smaltire le sostanze chimiche degli inchiostri. Fattelo dopo l’allattamento è sicuramente una scelta più prudente!”

“Mah… non so se ci sia una controindicazione vera e propria… se fatto in un centro di tatuaggi serio e professionale, pulito e rinomato i rischi dovrebbero essere bassi!”

“L’unico rischio che vedo io è che solitamente i tatuaggi producono piccole infezioni e reazioni allergiche per i primi periodi… e se sei incinta non puoi assumere antibiotici se non in casi veramente necessari, come prima dell’amniocentesi o in caso di infezioni gravi… quindi meglio evitare.”

“Io personalmente eviterei, dato che il rischio non può essere portato a zero, poi sono pareri personali.”

“Farsi un tatuaggio non è vietato in Italia in gravidanza. Non c’è una legge che lo vieta o che dichiara che sia pericoloso. I medici però lo sconsigliano vivamente soprattutto per l’impossibilità di somministrare il cortisone durante lo stato interessante, e che rappresenta uno dei pochi rimedi alle allergie che spesso si hanno quando si fanno tatuaggi.”

“Se si è incinta è bene evitare il tatuaggio, perché l’inchiostro potrebbe essere assorbito anche dal bambino, specie per i tatuaggi colorati. Come può dare allergia alla mamma potrebbe dare fastidio anche al bambino con gravi reazioni allergiche, che il piccolo non è capace di gestire.”

“farsi un tatuaggio è sicuramente pericoloso in gravidanza, sia per le possibili allergie, sia per i rari ma presenti casi in cui utilizzando aghi non sterilizzati a dovere si possono contrarre malattie importanti come le epatiti.”

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