Il Training autogeno in gravidanza per la preparazione al parto

Il parto, si sa, è un evento lieto ma anche doloroso, se si parte da questo presupposto si può capire perché le donne “temono” l’arrivo di quel momento che cambierà completamente la loro vita. Così, nel corso dei secoli, per quanto ne sappiamo, la donna continuava a condurre la sua vita quotidianamente, come aveva sempre fatto, sovraccaricando il proprio corpo di lavori domestici e, anche, di lavori pesanti pari a quelli degli uomini, dediti per lo più, a missioni di guerra, che li portavano a stare per molto tempo lontani dalle loro case.

Il momento del parto, in determinati ceti sociali, era vissuto in un modo molto simile a quello degli animali, non si badava troppo a lenire il dolore delle partorienti, che sopportavano eroicamente il dolore.

Oggi invece ci sono tecniche di preparazione che aiutano la donna a vivere meglio il travaglio ed il parto, ma ancor prima di arrivare a quei momenti ci si può preparare facendo attività fisiche che rinforzano il corpo e soprattutto la muscolatura, che ha una parte importante nella fase dell’evento.

Quindi si può frequentare una piscina, fare yoga, o shiatsu, oppure il training autogeno. per rilassarsi ed avere maggior controllo della tensione e dell’ansia.
Questa tecnica è stata ideata in Russia ma non era usata per il parto bensì per combattere lo stress.

Arrivato in Italia circa trentacinque anni fa, il training autogeno respiratorio fu subito applicato ed adottato nei corsi di preparazione al parto e anche oggi viene praticato largamente per aiutare la donna nel momento in cui il dolore e lo stress si fanno più intensi.

Esercizi nel Training Autogeno

L’esercizio più importante è la respirazione ma prima di tutto bisogna posizionarsi in maniera comoda e in luogo tranquillo, chiudere gli occhi e cominciare a visualizzare i propri muscoli, così da poterli controllare in occasione del dolore e dello stress.
Infatti, il dolore che si prova è dovuto all’ansia ed alla tensione muscolare del perineo che invece dovrebbe essere rilassato per permettere al bambino di passare agevolmente.

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La respirazione deve essere lenta e regolare, con l’esercizio questo diventerà automatico e servirà in ogni situazione che si presenterà, anche in futuro, in presenza di stress. Questa tecnica si impara e si conserva con l’esercizio giornaliero, bastano pochi minuti per ricreare la sensazione di benessere che si presenta se si decide di continuare ad usufruirne.

L’esercizio avviene in un ambiente privo di fonti di distrazione, con lo psicologo ed il ginecologo e, la voce deve essere suadente e pacata, la donna dovrà, ad occhi chiusi, visualizzare uno specifico gruppo di muscoli e rilassarli uno ad uno, respirando profondamente e lentamente.

Al termine dell’esercizio si rimane in silenzio e poi inizia il risveglio muscolare.

Questi corsi si possono iniziare anche prima della gravidanza ma, anche pochi mesi prima è sufficiente, soprattutto se si seguono regolarmente e si praticano gli esercizi anche autonomamente.

Certamente i dolori non spariranno nel momento cruciale, ma se si impara bene questa tecnica può essere molto utile nel parto e non solo.