Emorroidi in gravidanza

Il periodo più bello della vita di una donna molto spesso viene complicato dall’insorgenza delle emorroidi, fastidiose compagne nella maggioranza dei casi, dell’ultimo trimestre della gravidanza.

La causa di questo è da imputarsi per lo più, all’ingrossamento dell’utero il cui peso va ad incidere e a premere sulle vene rettali ed anali. Naturalmente la predisposizione ereditaria aumenta la possibilità che questo problema possa verificarsi, unitamente alla stitichezza.

Infatti, la stitichezza è una delle cause più diffuse del formarsi delle emorroidi. In gravidanza questo problema è presente anche per l’effetto degli ormoni in circolo, compreso il progesterone, che fa rilassare le pareti intestinali limitandone i movimenti che normalmente aiutano nell’espulsione delle feci.

In realtà anche le feci molli ed acide tendono ad infiammare il plesso emorroidario, situazione questa meno frequente in gravidanza, dove prevale la stitichezza.

Bisognerà, quindi, in presenza di questo fastidioso disturbo, assumere comportamenti idonei alla cura delle emorroidi con uno stile di vita sano sia riguardo all’alimentazione che all’attività fisica.

Come combattere le emorroidi: alimentazione

In gravidanza, come è noto, non si può far uso di medicinali convenzionali, quali pomate al cortisone, supposte o farmaci per via orale, quindi ci si può affidare ad un omeopata, le cui preparazioni di solito non hanno controindicazioni, ma non bisogna far uso, autonomamente di preparati con erbe se non prescritte da uno specialista.

In primo luogo si consiglia di non prendere troppi chili di peso: l’ideale sarebbe meno peso possibile, rimanendo entro i dieci chilogrammi nei nove mesi. Una parte importante nella riduzione del rischio emorroidi è data dall’alimentazione, che deve essere ricca di fibre. E’ consigliabile inserire nella dieta molta frutta e verdure, bere molta acqua (circa un litro e mezzo al giorno). Lo yogurt può aiutare a ridurre le emorroidi, così come l’avena, la barbabietola rossa, le castagne, la crusca, la cipolla, il lievito, il porro, la salvia, il melone, il mirtillo, e la patata.

Un ulteriore aiuto può venire dall’attività fisica: passeggiare, nuotare, fare yoga, sempre senza fare sforzi eccessivi.

Nel caso di fastidi invalidanti, bisognerà ricorrere ai consigli del medico, eventualmente facendosi prescrivere dei blandi lassativi. Al termine della gravidanza il problema potrebbe risolversi autonomamente, qualora non fosse così, si potrà fare ricorso ad una visita da un proctologo il quale, ove ve ne fosse necessità, potrà consigliare il ricorso alla chirurgia.

In gravidanza è assolutamente sconsigliato assumere farmaci per il trattamento delle emorroidi senza aver prima consultato un medico, che valuterà la condizione della mamma e la tipologia di infiammazione emorroidale e provvederà a prescrivere farmaci solo nei casi più gravi.

In caso di parto naturale, la situazione delle emorroidi può peggiorare. In realtà, si è visto che anche dopo il parto cesareo, le emorroidi possono infiammarsi, come diretta conseguenza del calo ormonale fisiologico.