Carote in gravidanza: crude o cotte?

L’alimentazione in gravidanza è ferrea e basata su principi di sicurezza per la mamma e per il bambino. Una delle infezioni rischiosissime per la gestazione è quella da toxoplasma, che genera la toxoplasmosi. Una delle vie di contagio è quella proveniente dalla terra e quindi dagli ortaggi non bene lavati. Malgrado alcune donne decidano di mangiarle comunque crude previa lavatura a fondo e previa pelatura, va detto che questa pratica non garantisce l’eliminazione del germe patogeno, esponendo la mamma e il bimbo a rischio.


Le carote rientrano pienamente nella lista degli alimenti da non mangiare crudi per non contrarre la toxo (così chiamata in gergo).

La cottura però rimuove il rischio di contrarre la malattia, uccidendo il batterio veicolo. Le carote possono quindi essere consumate previa cottura (bollitura). L’apporto calorico è estremamente ridotto, ed insieme a sedani, finocchi e pomodori, se debitamente cotti, vi aiuteranno a guadagnare peso in modo sano, perdendolo più rapidamente dopo il parto. La carota è una radice ricca di vitamina B, minerali e di sostanze che regolano e mantengono funzionale il microcircolo, la parte del sistema circolatorio più sotto stress durante la gravidanza.

Si tratta sicuramente di un alimento importante da non lasciare fuori dalla propria dieta.