Aspartame in gravidanza

aspartame-formula-chimica

Formula chimica: C14H18N2O5
Struttura dell’aspartame
Aspetto Polvere bianca cristallina
Solubilità in acqua 270 g/l a 20 °C
Temperatura di fusione 498,15 (225 °C)

L’aspartame è un dolcificante chimico. I suoi effetti negativi nelle cavie a cui è stato somministrato in dosi elevate sono noti ed assunti dalla scienza come veri, malgrado molte fonti come la stessa Wikipedia, riporta il consumo di aspartame come innocuo (a dire il vero non vi è mai alcuna correlazione allarmistica nelle pagine di Wikipedia tra alimenti e patologie, anche dopo decenni di studi che dimostrano il contrario) .

Lo studio degli effetti dell’aspartame negli esseri umani tuttavia non è ancora stato mai condotto, ma tutto lascia presumere che gli stessi effetti negativi sui topi da laboratorio si potrebbero avere anche nel corpo umano.

L’aspartame è da evitare

Motivo per cui l’aspartame in gravidanza è assolutamente da evitare, così come l’acesulfame. Ricordate che state crescendo un bambino che ha bisogno di ricevere un’alimentazione intrauterina sana e basata su ciò che la natura mette a disposizione, e non su ciò che gli uomini nei secoli hanno sintetizzato chimicamente in laboratorio. L’aspartame è al top di questa lista di prodotti chimici.

Come evitarlo?

E’ semplice, è sufficiente ridurre al massimo l’alimentazione basata sui cibi che riportano sulla lista degli ingredienti la voce “aspartame”.

Composizione dell’aspartame

Acido aspartico e fenilalanina sono unite insieme in una molecola che ha un potere 200 volte maggiore di dolcificare del saccarosio, che viene censito a livello europeo come “additivo chimico” E951, con una dose giornaliera (limite di soglia ammissibile) di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo umano (un uomo di 60 chilogrammi potrebbe assumerne, secondo le fonti ufficiali, 600 grammi al giorno senza problemi).

Storia del composto e valutazioni della sua sicurezza

Fu scoperto per caso da un ricercatore chimico della GD Searle & Company (James M. Schlatter) nel lontano 1965, mentre era alla ricerca di un tetrapeptide della gastrina da impiegare nella ricerca dei benefici dell’utilizzo di un farmaco anti-ulcera, scoprendo così per caso il potere dolcificante del composto ottenuto.

Successivamente nel 1975 la Food And Drug Administration (Ente della sanità americana che autorizza nuovi medicinali e composti alimentari) valuta 25 studi della suddetta compagnia, di cui 11 per la presentazione dell’aspartame, criticando le carenze gravi della documentazione prodotta dalla compagnia. Successivamente, nel 1980, l’FDA da vita ad una commissione di esame per valutare quanto emerso da alcuni studi, ossia la relazione diretta tra uso eccessivo di aspartame e tumori al cervello. La commissione evidenziò l’assenza di relazioni esprimendosi comunque a favore negativo del rilascio dell’aspartame sul mercato per l’ancora evidente assenza di giustificazione dell’azienda produttrice in merito ai tumori che l’aspartame provocava sui topi di laboratorio.

Poi, nel 1980 l’FDA approva l’aspartame, prima nei prodotti secchi e successivamente, nel 1983 nelle bevande. Avviene il miracolo (come sempre quando si tratta di mettere in commercio un prodotto con potenziale economico da miliardi di dollari di fatturato l’anno).

Il 18 novembre del 1996, dopo elevate polemiche sulla nocività del composto, viene ribadito l’ok all’utilizzo dell’aspartame con la seguente motivazione, tratta da web archive:

The following can be used to answer questions: Analysis of the National Cancer Institute’s public data base on cancer incidince in the United States — the SEER Program – does not support an association between the use of aspartame and increased incidence of brain tumors. Data from the SEER program show that overall incidence of brain and central nervous system cancers began increasing in 1973 and continued to increase through 1985 in the United States.

Il senso di quanto dichiarato è che non vi sono prove della correlazione dell’aumento di tumori al cervello dopo la messa in commercio dell’aspartame del 1980 (che però uccide i ratti in laboratorio in modo chiaro ed inequivocabile).

Il motivo per cui non vi sono prove, è che già dagli anni 1973 si osserva un aumento generale nella popolazione di casi di tumori al cervello ed al sistema nervoso, con un picco elevato nel 1985, poi stabilizzatosi. E’ come dire che, dato che qualche anno prima ci deve essere stata un’altra causa dell’aumento dei tumori al cervello, allora non può l’aspartame, arrivato dopo, causare il tumore al cervello.

Una spiegazione difficile da prendere in considerazione.

Successivamente, quasi tutti i paesi dell’Unione europea hanno approvato l’aspartame nel 1980 e negli anni a seguire, con l’approvazione massima dell’Unione Europea stessa nel 1994, con un’ulteriore ri-convalida della sicurezza dell’aspartame nel 2002.

Ora, volendo anche credere che non vi fossero rischi per la salute, la domanda da porsi è semplice:

Se devo scegliere tra un alimento con aspartame ed uno senza, di cui il primo è forse (anche lontanamente) pericoloso per le cellule del cervello del piccolo che sta nascendo nel vostro utero, mentre il secondo alimento è sicuro, quale scegliereste? Quello con l’aspartame o quello con lo zucchero di canna (innocuo?).

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