Acesulfame K

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Formula chimica: C4H4KNO4S
Struttura dell’acesulfame K
Aspetto Polvere bianca cristallina
Solubilità in acqua 270 g/l a 20 °C
Temperatura di fusione 498,15 (225 °C)

L’acesulfame K fa parte della categoria degli edulcoranti artificiale. Gli edulcoranti sono sostanze che addolciscono gli alimenti. L’acesulfame K è anche noto con il nome di acesulfame di potassio (o potassico); K infatti è il simbolo dell’elemento della tavola periodica che corrisponde al potassio.

Come tutti gli additivi chimici (sintetizzati chimicamente) ha un nome tecnico con cui lo si può trovare tra gli ingredienti dei cibi commercializzati dalle aziende: E950.

La sua storia è simile a quella dell’Aspartame. Fu infatti scoperto per caso nel 1967 dal chimico tedesco Karl Clauss, dipendente della Hoechst AG (oggi Nutrinova) e fu rapidamente messo in produzione per il suo potere dolcificante, 200 volte più dolce del saccarosio. Ha un retrogusto leggermente amaro. Viene spesso mixato con Sucralosio, Saccarosio ed Aspartame nelle bevande gassate e nei prodotti di pasticceria o nelle caramelle o gomme da masticare.

Danni per la salute?

Molti additivi alimentari sono stati messi sotto i riflettori per l’analisi delle possibili controindicazioni e danni alla salute. A differenza dell’Aspartame, l’Acesulfame K è stato criticato per la possibile nocività, anche se Wikipedia dichiara che i test eseguiti non dimostrano alcun potenziale rischio cancerogeno. In realtà l’Acesulfame K contiene il cancerogeno cloruro di metilene.

L’esposizione prolungata al cloruro di metilene può procurare mal di testa, depressione, nausea, confusione mentale, problemi al fegato e visivi.

Il consiglio è quello di evitare tutti i dolcificanti artificiali, realizzati chimicamente e non presenti in natura. Non hanno alcun valore alimentare, ingannano il sistema digestivo e il gusto, cercando di far credere all’organismo che si sta per mangiare qualcosa di dolce.

La somministrazione a ratti, cani e suini non ha rivelato alcun metabolismo, per cui lo stesso esperimento è stato condotto anche su volontari; in tutti i casi l’Acesulfame K veniva espulso dal corpo intatto tramite le urine. Dato che non viene metabolizzato, ad esso non viene associato alcun apporto calorico e nessun impatto sulla glicemia. Non viene inoltre accumulato nei tessuti, neanche a seguito di assunzioni ad alte dosi. Inoltre non è metabolizzato dai batteri responsabili della formazione delle carie ed è quindi considerato acariogeno.

Una vasta gamma di studi tossicologici è stata effettuata sull’Acesulfame K; tutti hanno evidenziato che si tratta di un composto non tossico, idoneo ad essere impiegato come dolcificante industriale.

Controindicazioni alimentari

Sebbene L’Acesulfame K non porti ad innalzamento dei valori glicemici e insulinici, questo additivo di sintesi mette in moto nel corpo umano gli stessi enzimi digerenti dello zucchero tradizionale, senza però eguagliarne il valore nutritivo. L’organismo però, stimolato nel processo di acquisizione dei valori nutrienti dello zucchero, inizia a cercare ciò che gli è stato promesso e, non trovandolo, dà vita a forti attacchi di fame, per soddisfare i quali si mangia con una voracità tale da produrre un aumento del peso corporeo maggiore di quello che avrebbe prodotto il dolcificante naturale.

In gravidanza?

In gravidanza è bene evitare qualsiasi cibo contenga additivi chimici quali:

  • conservanti;
  • coloranti;
  • aromi artificiali (negli ingredienti riportati come “aromi”, a differenza degli “aromi naturali” che non prevedono sintesi chimica ma estrazione da prodotti presenti in natura).
  • edulcoranti.

Il consiglio è quello di acquistare cibi biologici che non fanno uso di sostanze chimicamente sintetizzate in laboratorio.

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